Istituto di Istruzione Superiore Statale di Sacile e Brugnera
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RETE WEDEBATE

 

 

PREMESSA

Imparare a parlare, a esprimersi, a dialogare non significa solo sviluppare capacità di argomentazione, ma anche la capacità di trovare idee, la flessibilità nel sostenere una posizione che non sia quella propria quando si svolge un ruolo di rappresentanza, l’apertura mentale che permette di accettare la posizione degli altri, l’ironia e l’eloquenza che contribuiscono a rendere il dialogo piacevole. Competenze trasversali che formano la personalità e che sono utili soprattutto al di fuori della scuola, per affrontare un colloquio di lavoro, per sostenere un esame, per dare voce, con garbo e determinazione, alle proprie idee.

 

​Il Debate è una disciplina affermata da tempo nel mondo anglosassone, con insegnante e materia dedicati.

 

Le nostre scuole ne hanno fatto esperienza nei contatti e nei coinvolgimenti didattici con le scuole soprattutto quelle ad elevato tasso di internazionalizzazione.

Nelle scuole, nei college e nelle università americane ed inglesi il dibattito  è una pratica da tempo consolidata. Le prime società di dibattito, fondate negli Stati Uniti e nel Regno Unito  alla fine dell’ottocento, avevano, già allora, come finalità principale quella di sviluppare la capacità di “parlare in pubblico e dibattere”. “Improvment in public speaking and debate”, questa era  la mission della Eunomian Literary Society, del Swarthmore College della Pennsylvania, una delle prime società di dibattito statunitensi fondata nel 1869.

 

I campionati di dibattito promossi dalle grandi università statunitensi sono famosi nel mondo, le finali nazionali sono seguite da milioni di spettatori, fanno parte della letteratura del “Debate” e hanno fatto del dibattito una vera arte.

 

Migliaia di scuole in Europa e nel mondo hanno inserito il dibattito tra le attività curricolari, hanno aperto club, aderiscono a società di dibattito  e partecipano a tornei, anche internazionali.

 

A scala mondiale l’attività ha conosciuto nel corso degli ultimi anni un vero boom: lo scorso anno ben 48 stati hanno partecipato al World School Debating Championship, tenutosi in Sud Africa; le registrazioni on-line all’ European University Championship,  che si terrà il prossimo agosto a Belgrado, hanno esaurito i posti disponibili in soli 43 secondi, record che solo i concerti dei più famosi cantanti riescono a battere,  l’International Debate Education Association ha censito nel 2011 ben 542 società di dibattito, ma  di queste una sola  è italiana.

 

Le ragioni di tale successo sono numerose: l’arte del dibattere sviluppa il pensiero critico e le competenze comunicative; promuove l’autostima e la consapevolezza culturale; abitua a saper strutturare un discorso e sostenere le proprie argomentazioni, a ricercare e selezionare le fonti; ad essere cittadini consapevoli ed informati.

 

Negli Stati Uniti la National Association of Urban Debate Leagues, NAUDL,  lega di  scuole pubbliche che si uniscono per dibattere, registra  numeri significativi: 500 scuole con 40.000 studenti che dibattono. Il dibattito funziona laddove altre soluzioni hanno fallito.  Nelle scuole con alto abbandono scolastico, con studenti appartenenti alle minoranze etniche e provenienti da famiglie povere NAUDL ha cambiato la vita di numerosi studenti.

 

Una recente indagine condotta dal CfBT Education Trust e dall’English-Speaking Union ha dimostrato che partecipare a club e campionati di dibattito  ha  aumentato del 25% la motivazione allo studio tra  gli studenti delle scuole pubbliche delle grandi aree urbane americane, percentuale che sale al 70% fra la popolazione studentesca maschile afro-americana.

Gli esempi di diffusione delle tecniche del dibattito e di utilizzo del dibattito come metodologia didattica sono numerosissimi, da non sottovalutare inoltre che dibattere  non consente solo di allargare i propri orizzonti ed arricchire il proprio bagaglio di competenze, ma risulta essere una carta vincente anche sul mondo del lavoro, aumentando le opportunità d’impiego.

SCOPI  DEL  PROGETTO

L’interesse per questioni che riguardano la società nel suo insieme consente ai giovani di assumere un ruolo attivo nei processi decisionali.

 

La voglia dei giovani di essere protagonisti, tuttavia, non sempre si accompagna al possesso delle conoscenze e della consapevolezza necessarie per esercitare un ruolo attivo quali futuri cittadini.

 

 Scopo di questo progetto è quello di fornire a tutti i protagonisti dell’educazione alla cittadinanza il sostegno e le risorse necessari perché i giovani possano avere un ruolo sempre meno passivo e sempre più propositivo nella società, imparando a difendere le proprie opinioni, nel rispetto di quelle altrui.

 

Dibattere temi soprattutto quelli legati all’attualità politica, sociale, economica, scientifica e culturale  fa crescere gli studenti, poiché fa cogliere gli aspetti più concreti della realtà, al di là di ogni facile populismo.

 

Ogni tema può essere oggetto di dibattito, purchè siano riconoscibili posizioni opposte da sostenere all’interno delle modalità scelte in base ai diversi più diffusi metodi di debate. Si evidenzia che nel corso del debate possono essere sostenute anche tesi non coincidenti con la propria convinzione.

 

Il dibattito è dunque proposto come sport mentale tra i partecipanti ma soprattutto per favorire, attraverso la contrapposizione delle opinioni, la formazione di una maggiore consapevolezza e coscienza tra coloro che vi assistono ed è di stimolo ad una maggiore partecipazione.

 

 La finalità del progetto di rete è quella di fornire agli studenti delle scuole coinvolte le tecniche e le strategie per gestire un dibattito, sapere parlare in pubblico, difendere le proprie opinioni, sapere rispondere alle accuse o alla controparte, sapersi documentare, privilegiando il lavoro di gruppo e la nascita dello spirito di gruppo, favorendo lo sviluppo del pensiero critico, della comunicazione efficace, del lavoro collaborativo, delle capacità di argomentazione.

 

La preparazione e la partecipazione attiva ad un dibattito aiuta a sviluppare:

  •  l’acquisizione della consapevolezza delle responsabilità,  dei diritti  e dei doveri che implica  l’essere membro di una comunità
  •  la partecipazione ai processi democratici all’interno di una comunità
  •  l’attenzione a prospettive alternative e il rispetto per il punto di vista dell’altro
  •  la valutazione critica delle informazioni;
  •  i valori dell’educazione alla Cittadinanza e alla Costituzione

Consente quindi una vera e propria rifondazione di modelli, fornendo agli studenti strumenti per un’autonoma comprensione della realtà, anche politica.

 

Avviare in Lombardia una rete di scuole che dibattono è dunque un’occasione di democrazia da far vivere direttamente agli studenti che per mezzo dell’uso  fondamentale della parola sostengono le proprie idee senza prevaricare quelle altrui; partecipare a dibattiti, che si svolgono con tempi e regole precise, preceduti da un lavoro di squadra in cui si sviluppano le capacita di lavorare in team e la creatività, è  indispensabile per trovare argomenti non convenzionali  e convincenti.

COS’È UN DIBATTITO?

Un dibattito è una discussione formale, e non libera, nella quale due squadre (composte ciascuna di due o tre studenti) sostengono e controbattono un’affermazione data, ponendosi in un campo (PRO) o nell’altro (CONTRO): è un’attività degli studenti, che essi gestiscono con autonomia, in relazione alla fascia d’età.

 

In un dibattito la domanda attorno alla quale si ragiona è chiusa e richiede di schierarsi apertamente o per il SI’  o per il NO.

 

E’ prevista inoltre la presenza di un moderatore (sempre uno studente), che non prende parte al dibattito stesso e di un garante del tempo prestabilito degli interventi.

 

Il docente (sostanzialmente un coach della squadra) interviene il meno possibile nelle attività di preparazione degli studenti, che devono trovare la propria strada autonomamente, per documentarsi,  suddividersi i compiti, prevedere una strategia di interventi, formarsi un’opinione (non necessariamente la propria) e difenderla.

 

Caratteristica essenziale del dibattito, infatti, è la possibilità di essere chiamati a difendere opinioni in contrasto rispetto a quanto si pensa effettivamente, chiedendo quindi allo studente una forma di flessibilità mentale e di apertura alle altrui visioni tanto più necessaria in tempi di rigidità e di aprioristica difesa ad oltranza delle proprie posizioni.

 

Un serio approccio critico costituisce infatti la carta in più di chi intende dibattere con successo: non è possibile, infatti, tirar conclusioni e formulare giudizi, se prima non si è fatta la fatica dell’osservazione e dell’analisi, poichè la presenza della squadra di contraddittori, obbliga sempre a motivare le proprie opinioni

 

Un dibattito non è una discussione libera. In una discussione, infatti, si coltiva una conversazione senza precise regole, allo scopo di rispondere ad una domanda aperta. E’, invece, una discussione governata da regole ben precise, alle quali è necessario attenersi, se si vuole riportare un esito positivo nel dibattito.

La rete condividerà queste regole, in modo da poter giungere ad efficaci e fattivi confronti.

FASI DEL DIBATTITO

Fasi del dibattito

  • Competenze trasversali attivate

Preparazione

  • Lavorare in gruppo per definire le tecniche e le strategie argomentative e di ricercare e selezionare fonti e testimonianze
  • Gestire, anche in collaborazione col proprio gruppo, le informazioni raccolte

Svolgimento

  • Ascoltare attivamente
  • Fondare e motivare i propri argomenti
  • Collaborare attivamente in team, rispettando ruoli e tempi
  • Accrescere la propria creatività per trovare argomenti non convenzionali e convincenti
  • Sviluppare flessibilità per sostenere una posizione che può non essere quella propria
  • Migliorare la propria apertura mentale per accettare la posizione degli altri
  • Parlare in pubblico e a differenziare il proprio intervento di fronte a vari tipi di pubblico.

Valutazione

  • Capacità di analizzare la propria prestazione, ponendola alla base di un processo di crescita personale
  • Capacità di capire e condividere le ragioni della valutazione

ORGANIZZAZIONE INTERNA

Per poter dibattere, è opportuno che nelle scuole si formano circoli (o club) di dibattito, per libera aggregazione di studenti, e/o organizzati a seconda dell’appartenenza alle classi: queste aggregazioni possono nascere sia da una applicazione curricolare, che extracurricolare del dibattito, a seconda delle scelte di ciascuna scuola.

 

Questi circoli sono di piccola dimensione (6/8 persone al massimo), e fanno riferimento ad un docente, che svolge una funzione di incoraggiamento, ma non si sostituisce mai agli studenti nelle attività di ricerca e autoformazione.

Le scuole organizzano al proprio interno in modo autonomo confronti e dibattiti tra circoli, e si impegnano a rendere possibili confronti con le altre scuole della rete, liberamente individuando le modalità di partecipazione degli studenti ai confronti all’interno della rete.

LINGUA VEICOLARE

I dibattiti si possono svolgere nelle lingue correntemente insegnate all’interno di ogni singola scuola. Di particolare interesse risulta la possibilità di dibattere in lingua inglese, soprattutto all’interno degli indirizzi linguistici-turistici o di relazioni internazionali.

Tuttavia, tale aspetto non assume un carattere preclusivo, e anzi, allo scopo di includere il maggior numero possibile di scuole, nell’ordinario i dibattiti hanno luogo in italiano, fatta salva la possibilità di dibattiti in altre lingue.

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INCONTRI

Sui modelli già esistenti in altre realtà a scala internazionale, se l’inserimento del dibattito nelle attività curricolari assicura che tutti gli studenti possano cimentarsi in questa attività, il modello extracurricolare valorizza l’autonomia degli studenti e  la loro voglia di mettersi in gioco anche al di fuori dell’aula. Questo confronto, già molto gratificante all’interno della singola scuola, diventa ancora più interessante se pensato a livelli più ampi.

Nei paesi dove il dibattito è diffuso, è infatti sempre prevista una fase a livello nazionale, dove le scuole si confrontano. Per giungere a questa fase, è opportuno pensare ad ambiti territoriali a livello regionale, che rappresentino un’opportunità intermedia prima di pervenire al  livello nazionale.

FORMAZIONE

Tenendo conto che esistono pochissime esperienze di debate nella scuola italiana è necessario prevedere un’attività di formazione sia dei docenti che degli studenti.

La Rete, meglio delle singole scuole, potrà avviare un percorso di formazione per docenti e studenti appoggiandosi alle istituzioni internazionali presenti nel settore, oltre che alle risorse derivanti dai consolidati rapporti con le scuole partner che adottano il debate.

Una formazione rivolta sia ai docenti che agli studenti, permetterà una fruizione completa, continua e non frammentata delle tecniche da provare e riprovare nel concreto di esperienze di debate.

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INTEGRAZIONE NEL CURRICOLO

L’approccio potrà essere sia curricolare che extracurricolare: accogliere entrambe le strategie, infatti consente di giocare su più tavoli e di moltiplicare le opportunità, per gli studenti, di migliorare la loro comunicazione.

 

Il dibattito, quale strumento curricolare, ha una valenza particolarmente significativa, anche perché consente di tenere sotto controllo non solo le performance di comunicazione orale, ma anche scritta, essendo infatti possibile valutare i lavori preparatori degli studenti nell’ambito della formazione di un testo argomentativo oppure essendo anche possibile valutare la prestazione orale dello studente.

L’approccio extracurricolare consente  di coinvolgere gli studenti che dimostrano nei confronti del dibattito una particolare motivazione personale.

AREE TEMATICHE

Le aree tematiche / discipline interessate al progetto sono potenzialmente tutte.

 

All’interno di ogni scuola liberamente i Consigli di Classe possono, se lo ritengono opportuno, utilizzare il dibattito quale metodo assunto dal Consiglio per raggiungere i medesimi obiettivi già individuati nell’approccio extracurricolare.

Inoltre il debate risulta strumento efficace per approfondire aspetti disciplinari che difficilmente nella attività didattica “tradizionale” sono esplorati in profondità.

Consente di confrontarsi con documenti e fonti di informazione aggiornati e legati alla realtà.

 

Da questo punto di vista, ogni indirizzo e ogni disciplina si prestano al raggiungimento degli obiettivi del debate, che esce dallo stretto vincolo disciplinare per toccare più profondamente le “life skills”, poiché fornisce strumenti che nel corso dell’esistenza saranno utilizzati in continuazione.

Poiché si tratta di coltivare abilità trasversali, ogni disciplina potenzialmente partecipa al loro raggiungimento, anche all’interno delle tematiche di Cittadinanza e Costituzione, e ogni indirizzo è libero di inserire il dibattito nella programmazione del Consiglio di Classe, poiché si tratta di metodologia e non di disciplina.

 

Il Consiglio di Classe individua comunque i docenti coinvolti e quantifica il numero di ore impegnate, per garantire in ogni caso che l’attività abbia luogo.

 

Comunque anche il dibattito extracurricolare consente agli studenti di raggiungere le medesime competenze sociali e comunicative.

IMPATTO

scuole

Nel breve periodo, la creazione di una rete consente dinamiche di collaborazione produttive e finalizzate allo scambio di nuovi approcci metodologici e culturali.

Nel lungo periodo, consente di condividere  un progetto che è nei suoi fondamentali un progetto di cittadinanza, creando un percorso comune in un campo dove una visione comune è essenziale.

 

docenti

Il dibattito comporta un consolidamento di pratiche che ora sono sostanzialmente occasionali, legate ad argomenti specifici.

Il docente si pone in una posizione di “allenatore” degli studenti, nel loro percorso di acquisizione delle competenze.

 

studenti

Gli studenti imparano a parlare in pubblico, all’interno di un’etica del confronto rispetto alla quale sono sostanzialmente privi, allo stato attuale, di modelli. Il modello culturalmente oggi proposto è senza dubbio quello della prevaricazione.

Saper dibattere significa rifiutare questo modello ed accogliere quello del confronto, muovendo i primi passi nel dibattito politico della nostra società, per cambiare la realtà delle cose.


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