INTEGRAZIONE/INCLUSIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITA’

 

PREMESSA

Le istituzioni scolastiche, secondo i principi sanciti dalla Costituzione ed alla luce della Legge 59/1997 e del D.P.R. 275/1999, promuovono il diritto allo studio, predispongono le condizioni e realizzano le attività utili al raggiungimento del successo formativo di tutti gli studenti.

Il concetto tradizionale di “disabilità”, focalizzato solamente sul deficit della persona, risulta ormai superato. Infatti, sia laConvezione ONU per i diritti delle persone con disabilità, sia l’ICF – International Classification of Functioning, Disability and Health (“Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute”), concordano nel riconoscere la disabilità come determinata dall’interazione tra il deficit di funzionamento della persona e il contesto sociale (“modello sociale della disabilità”). La persona non va considerata soltanto dal punto di vista “sanitario”, ma nella sua globalità e complessità, come insieme di potenzialità e risorse, la cui espressione è fortemente condizionata dal contesto in cui vive e opera. In questa nuova prospettiva la scuola è chiamata ad attivarsi per definire il grado della “Qualità della Vita” delle persone con disabilità attraverso l’individuazione di problematiche e proposte di intervento per una effettiva ed efficace integrazione che coinvolga in modo attivo tutti i soggetti interessati (personale della scuola, Enti Locali, ASL, famiglie).

 

LINEE ESSENZIALI PER ’INTEGRAZIONE/INCLUSIONE DEGLI ALUNNI CON BES

Un’integrazione scolastica, sostanziale e non formale, richiede una vigorosa leadership gestionale e relazionale da parte del Dirigente Scolastico e una attiva collaborazione di tutto il personale della scuola.

Ai fini della piena integrazione scolastica e sociale degli alunni con BES, si riconosce nella figura del Dirigente Scolastico il garante dell’Offerta Formativa progettata e attuata dal nostro Istituto. In tale prospettiva, per la realizzazione delle attività concernenti l’integrazione scolastica, il Dirigente Scolastico:

  • Valorizza progetti che attivano strategie orientate a potenziare il processo di integrazione inclusione;
  • Guida e coordina le azioni/iniziative/attività connesse con le procedure previste dalle norme di riferimento: presidenza del G.L.H. d’Istituto, formazione delle classi, utilizzazione degli insegnanti per le attività di sostegno;
  • Indirizza l’operato dei singoli consigli di classe affinché promuovano e sviluppino le occasioni di apprendimento, favoriscano la partecipazione alle attività scolastiche e collaborino alla stesura del P.E.I.;
  • Coinvolge attivamente le famiglie e garantisce la loro partecipazione durante l’elaborazione del P.E.I.;
  • Cura il raccordo con le diverse realtà territoriali;
  • Attiva specifiche azioni di orientamento per assicurare continuità nella “presa in carico” del soggetto da parte della scuola successiva;
  • Intraprende le iniziative necessarie per individuare e rimuovere eventuali barriere architettoniche e/o senso-percettive.

L’attività del Dirigente scolastico, in materia di integrazione scolastica degli alunni con BES, si concretizza anche mediante l’istituzione del G.L.H. d’Istituto(Gruppo di Lavoro per l’Handicap), al quale sono affidati i seguenti compiti:

  • Analisi della situazione complessiva nell’ambito dell’Istituto (numero di alunni con bisogni educativi speciali, tipologia degli handicap, classi coinvolte);
  • Analisi delle risorse, sia umane sia finanziarie, a disposizione dell’Istituto;
  • Formulazione di una proposta di calendario per gli incontri dei gruppi tecnici;
  • Verifica periodica degli interventi.

Pertanto il GLH, sulla base dell’esperienza maturata nel corso degli anni e delle indicazioni contenute nelle Linee Guida per l’Integrazione Scolastica degli Alunni con BES, ritiene opportuno innalzare il livello qualitativo degli interventi formativi ed educativi attraverso un piano di lavoro che possa agevolare ed allo stesso tempo monitorare il percorso reale dell’integrazione socio-scolastica. Il Gruppo di Lavoro, pur nel rispetto delle variabili connesse con l’individualità di ciascun caso, ritiene altresì necessario fissare un iter metodologico-didattico comune che sia il più omogeneo possibile, fornendo e indicando condizioni e modalità attuative, materiali e azioni atte a garantire un’attività educativa e didattica proficua e adeguata alla situazione. A tale proposito, il G.L.H. fornisce agli insegnanti specializzati le seguenti indicazioni operative:

a) Ricognizione del tipo di handicap di cui è portatore l’alunno;

b) Acquisizione dei dati attraverso lo studio del “corredo documentario” dell’alunno: Diagnosi Clinica; Diagnosi Funzionale; Profilo Dinamico Funzionale; P.E.I. elaborato nell’anno precedente; Relazione Finale elaborata nell’anno precedente;

c) Rilevazione della situazione di partenza;

d) Elaborazione del PEI e del PDF.

Il punto di partenza dell’attività progettuale è quindi rappresentato dalla rilevazione della situazione di partenza dell’alunno effettuata attraverso l’osservazione sistematica delle abilità e delle potenzialità, oltre che dei deficit. A tale riguardo, l’insegnante di sostegno si doterà di materiali strutturati ad hoc e di strategie ed interventi concordati con gli insegnanti curricolari nell’ottica della piena collaborazione. In ogni caso, ad una prima indagine potranno sempre seguire ulteriori osservazioni aggiuntive e/o integrative, qualora se ne ravvisi la necessità, soprattutto per gli alunni inseriti nella classi prime, la cui analisi della situazione di partenza presenta maggiori difficoltà e richiede tempi più lunghi. Al fine di rendere più efficace l’attività di sostegno in questa prima fase osservativo-ricognitiva, si ritiene opportuno procedere nel seguente modo:

  • Esaminare la documentazione pervenuta dalla A.S.L. di competenza (Diagnosi Funzionale) e dall’istituto o Classe di provenienza (Fascicolo Personale; Profilo Dinamico Funzionale; Piano Educativo Individualizzato);
  • Utilizzare una “griglia di osservazione” da integrare eventualmente con annotazioni libere sui comportamenti e sulle abilità nelle varie situazioni (nel gruppo classe, in presenza dell’insegnante di sostegno, nelle attività individuali, ecc.);
  • Prendere contatto con gli insegnanti dell’istituto o Classe di provenienza, con i genitori, con l’ Èquipe Socio-Psico-Pedagogica, con i referenti dei centri socio-assistenziali specializzati eventualmente frequentati dall’alunno.

Le informazioni raccolte saranno poi elemento di base, assieme alle risultanze della Diagnosi Funzionale, per la stesura della programmazione educativo-didattica individualizzata, del Profilo Dinamico Funzionale e del Piano Educativo Individualizzato.

Il P.D.F. e il P.E.I. restano di fatto gli strumenti essenziali attraverso i quali si esercita il diritto all’istruzione e all’educazione dell’alunno con bisogni educativi speciali.

Da ciò il rilievo che assume la realizzazione di tali documenti, effettuata mediante il coinvolgimento dell’istituzione scolastica, degli enti pubblici che hanno come finalità la cura della persona e la gestione dei servizi sociali e, naturalmente, delle famiglie.

Una serie di adempimenti previsti dalla legge, infatti, riconosce la partecipazione delle famiglie degli alunni con BES al processo di integrazione (L. 104/92, art. 12). La Legge del 5 febbraio 1992, n. 104, che rappresenta il punto di riferimento sostanziale in materia di integrazione scolastica e sociale delle persone con disabilità, enfatizza l’atteggiamento di “cura educativa” nei confronti degli alunni diversamente abili che si realizza attraverso un percorso formativo alla cui individuazione e condivisione partecipano più soggetti istituzionali, in primis scuola e famiglia.



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